PIETRO AUGUSTO CASSINA

Il manicomio – 1932

“Ero stato portato colà tra guardie, reo d’aver rapito la bimba e di aver cercato di abusarne. A stento ancora una volta venni sottratto all’ira della folla. Un bimbo cui io imprestavo la bicicletta aveva testimoniato che io aveva preso la bimba e m’ero diretto con lei lontano. Altre due persone mai viste né conosciute ripeterono la testimonianza aggiungendovi particolari. lo non aveva nulla da negare. Confermai che portavo soventemente la piccina in bicicletta, ma quel mattino non l’avevo vista ed era vero, e poi non m’era mai passato in mente di farle del male. Finalmente la bimba venne trovata pura in corpo ed in anima, ma sua zia colla bestemmia in bocca la forzava a dire: ”Di’ che t’ha rapita” e poiché la bimba taceva, la bistrattava. A mio padre vennero chieste £ 100.000 di allora per ritiro querela e risarcimento danni, il padre della bimba s’ebbe un reciso rifiuto ed io venni processato.”
 

(Tratto dai Diari)

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