Radiazioni Ottiche Naturali

Radiazioni Ottiche Naturali: l’uomo è da sempre esposto quotidianamente ad una dose di radiazioni ionizzanti di origine naturale definita “fondo naturale di radiazione”.
Ma che cosa sono le RON e come vanno considerate in tema di sicurezza sul lavoro? Vediamo le principali indicazioni.

1. Che cosa sono le radiazioni ottiche naturali?

La sorgente naturale per eccellenza è il sole, che le emette in tutto lo spettro elettromagnetico, che va dall’ultravioletto (UV) all’infrarosso (IR), passando per il visibile (VIS).

2. Rischi per la salute dei lavoratori

I raggi solari sono considerati un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori che svolgono la propria attività lavorativa all’aperto. La permanenza al sole per un periodo di tempo prolungato può causare:

  • la comparsa dell’eritema solare (arrossamento della pelle, accompagnato da bruciore e/o gonfiore);
  • ustioni (in caso di esposizione particolarmente intensa)
  • invecchiamento precoce della pelle
  • malattie, come diverse tipologie di tumore cutaneo
  • colpo di sole o di calore, per il quale la radiazione diretta è uno dei fattori principali.

In particolare l’occhio e la cute sono organi bersaglio della esposizione alla radiazione ultravioletta e gli effetti di tale esposizione possono verificarsi a breve termine (o da esposizione acuta), ovvero a lungo termine (o da esposizione cronica), con effetti diversi a seconda dei casi.

3. Quadro normativo

Il fattore di rischio radiazione solare non viene incluso nel campo di applicazione del Titolo VIII art. 180 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. dedicato agli agenti fisici.
Laddove però vi sia la presenza di mansioni che comportano il lavoro all’aperto è necessario predisporre la valutazione specifica di tale rischio ai sensi degli articoli 28 e 29 di cui al Titolo I del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., che prescrivono l’obbligo di valutare tutti i rischi verso la sicurezza e la salute.
La valutazione ve fatta seguendo norme tecniche e/o linee guida di settore.
In particolare la norma UNI EN 14255-3:2008 “…specifica le procedure di misurazione o stima e di valutazione delle esposizioni personali a radiazioni ultraviolette emesse dal sole

4. Chi è esposto al rischio e in quale misura?

Alcune tipologie di lavoratori (outdoor), sono considerate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) come soggette a rischio professionale.
Tra le attività che possono comportare un rischio per il lavoratore troviamo (elenco non esaustivo):

  • Operai edili, stradali, ferroviari, navali, manutentori tetti/facciate
  • Addetti a trasporti e logistica in spazi aperti (aeroporti, porti, autotrasportatori, piazzali stabilimenti, carico/scarico merci…)
  • Agricoltori, viticoltori, forestali
  • Operatori ecologici
  • Manutentori linee elettriche ed idrauliche esterne
  • Addetti al rifornimento carburante
  • Bagnini e personale di piscine e stabilimenti balneari, marittimi, pescatori
  • Parcheggiatori

Occorre precisare che la valutazione del rischio da esposizione a radiazione UV necessita dell’apporto del Medico Competente poiché è strettamente collegato anche a fattori soggettivi; per tale motivo l’attuazione delle misure di tutela conseguenti la valutazione dell’esposizione deve essere considerata non esaustiva. Rivestono un ruolo importante anche la formazione e l’informazione dei lavoratori esposti, attraverso la trattazione di argomenti specifici, quali:

  • la variazione dell’esposizione nelle diverse condizioni metereologiche e di orario;
  • gli effetti sulla salute;
  • i fattori individuali di iper-suscettibilità (fototipo, familiarità, assunzione di farmaci);
  • le metodiche di prevenzione da adottare;
  • i comportamenti specifici da adottare in relazione all’esposizione al sole sia lavorativa che extralavorativa;
  • l’uso adeguato dei mezzi di protezione individuale;
  • l’uso adeguato dei mezzi di protezione collettiva (tendoni oscuranti, aree di lavoro ombreggiate);
  • il controllo periodico della propria pelle;
  • l’attenzione sempre maggiore al tema del surriscaldamento globale e all’aumento statistico delle giornate/anno con temperature e esposizioni solari sopra la norma.

Ormai da alcuni anni, incluso quello in corso, vengono emanate ordinanze regionali con lo scopo di limitare le esposizioni. Da un paio di anni l’INAIL inoltre ha messo a disposizione WORKLIMATE, strumento utile per il monitoraggio degli alert e la formazione e informazione di lavoratori e DDL.

5. Misure di prevenzione e protezione

In generale, gli interventi di riduzione del rischio sono essenzialmente di due tipologie:

  • interventi organizzativi, che mirano a collocare, ove possibile, le attività all’aperto in fasce orarie con minor presenza di UV;
  • interventi protettivi, attraverso l’utilizzo individuale di schermature della radiazione UV verso la cute, quali indumenti protettivi e creme solari.

6. I nostri servizi

Studio R&D ti può supportare a 360° nell’analisi e consulenza per la tua azienda in tema di RON con i servizi di:

  • Consulenza medica tramite medicina del lavoro
  • Valutazione del rischio RON e microclima e relativi piani di miglioramento
  • Formazione specifica

Per maggiori informazioni sulle Radiazioni Ottiche Naturali: consulenza@studiord.srl